Come ridurre i consumi di gas in hotel e strutture ricettive?

Come ridurre i consumi di gas in hotel e strutture ricettive?

Hotel che chiudono definitivamente o che accorciano la stagione per i costi di energia elettrica e gas aumentati a dismisura: sono scenari purtroppo diventati comuni e all’ordine del giorno.

Poco si può fare in questo momento per migliorare il prezzo d’acquisto dell’energia, nonostante si venga raggiunti da improbabili proposte commerciali che promettono irreali condizioni economiche. Nel tentativo di fare chiarezza in questo mare agitato di costi, tariffe e bollette spesso si perdono di vista opportunità alternative e concrete per abbattere i costi in maniera strutturale.

È il caso del nostro cliente titolare di una catena di hotel distribuiti nel territorio nazionale, con età di costruzione differente e tipologia di clientela diversificata, ma con il comune problema del consumo di gas elevato.

Lo abbiamo affiancato in questo momento di tensione e ci siamo fatti carico di tracciare un percorso articolato in grado di cogliere le opportunità di risparmio. Abbiamo condotto, quindi, un audit sui consumi del gas in 4 strutture del nord Italia, due “business” e due “leisure”, per individuare le cause più evidenti dei consumi eccessivi e proporre le prime azioni correttive immediatamente attuabili (i famosi “quick win”).

L’analisi ha potuto identificare alcune problematiche comuni ai 4 hotel che concorrevano in modo importante nell’originare i consumi di gas, ovvero:

  1. caldaie con un eccesso d’aria nella combustione;
  2. impianti termici sovradimensionati che nel periodo estivo aumentavano l’inefficienza perché usati solamente per produrre acqua calda sanitaria;
  3. errato orientamento dei pannelli fotovoltaici.

 

Nel dettaglio, le tre aree di inefficienza hanno evidenziato:

  1. Caldaie con un eccesso d’aria troppo elevato
    L’eccesso d’aria deve essere ben calcolato e la combustione deve essere regolata correttamente per ogni caldaia: le soluzioni attuate hanno permesso di ottimizzare i consumi delle caldaie, riportando al valore corretto l’eccesso d’aria, ottenendo comunque il 2% di risparmio sui consumi di gas e di fatto aumentando il rendimento dell’impianto.
  2. Impianti termici sovradimensionati
    La potenza media utilizzata dalle caldaie, già piuttosto bassa in fase invernale rispetto a quella nominale, cala ulteriormente nel periodo estivo perché le caldaie vengono dedicate solamente alla produzione di acqua calda sanitaria, generando tra l’altro un funzionamento intermittente delle caldaie stesse. Per ovviare a questo spreco, si è deciso di introdurre un micro-cogeneratore che, adeguatamente dimensionato, ha permesso di coprire il fabbisogno estivo di produzione di acqua calda sanitaria, consentendo di fatto di spegnere le caldaie in estate, recuperando un ulteriore risparmio del 3,6%. Introdurre il micro-cogeneratore ha consentito di risparmiare circa 14.000 € l’anno di consumi di gas e di conseguire anche il beneficio dei Certificati Bianchi (T.E.E.) per circa 700,00 € per 5 anni. Il ritorno dell’investimento si è dunque rivelato più che soddisfacente, assestandosi in circa 3 anni, considerando i prezzi di marzo 2022.

  3. Ri-orientamento dei pannelli fotovoltaici
    Solitamente gli impianti fotovoltaici vengono progettati per massimizzare la produzione di energia su base annua, orientando i moduli verso sud e concentrando di fatto la produzione su base giornaliera nelle ore centrali del giorno. Tuttavia, diversificare l’orientamento dei moduli fotovoltaici (ad esempio, orientando il 50% dei moduli ad Est e il restante 50% ad Ovest) consente di sfruttare un arco temporale maggiore, con minore picco, ma una produzione più costante nel corso della giornata. Nello stesso sito, inoltre, la soluzione con i moduli orientati “Est-Ovest” permette di installare una potenza maggiore di circa il 25% rispetto all’impianto rivolto tutto a Sud.

 

A conclusione del processo di audit il cliente si è trovato con un piano operativo concreto, che gli ha permesso di realizzare un processo di efficientamento concreto, strutturale, non inficiato da emozioni e paure momentanee.

La funzione di un audit, nello specifico un focus energetico funzionale, è proprio questa: l’analisi dei dati di consumo della struttura e delle possibili attività in campo sugli impianti permette di dare priorità energetica ai vari progetti necessari a realizzare una completa riqualificazione energetica. Affiancare a questi dati anche un’attenta analisi economica consente scelte più consapevoli in materia di ritorno degli investimenti, arbitrando razionalmente tra le varie scelte.

Se non si può sempre comprare bene l’energia, è certamente sempre possibile usarla meglio!

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