TEE: considerazioni sul mercato dal 2005 ad oggi e prospettive future

TEE: considerazioni sul mercato dal 2005 ad oggi e prospettive future

Il decreto legislativo 102/14 individua nel meccanismo dei certificati bianchi (TEE) il percorso obbligatorio per raggiungere almeno il 60% dell’obiettivo di risparmio energetico cumulato al 2020. In Italia, infatti, la Strategia Energetica Nazionale, adottata dal Governo nel 2013, ha evidenziato la possibilità di conseguire un risparmio, al 2020, pari a 20 Mtep di energia primaria rispetto allo scenario europeo relativo ai consumi energetici attesi, il che corrisponderebbe a una riduzione pari al 24% rispetto a tale scenario europeo.

Il recente rapporto dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sullo “Stato e prospettive del meccanismo dei titoli di efficienza energetica” analizza e commenta l’evoluzione dei TEE dal 2005 ad oggi, avanzando considerazioni sul mercato, sulle strategie degli operatori e sull’impatto sulle bollette elettriche e del gas.

In particolare, il report rileva che permane l’aumento della quantità di titoli corrispondenti a risparmi misurati tramite la metodologia a consuntivo, già osservato da alcuni anni. Il loro peso percentuale sul totale nel 2014 (pari all’82%), però, è di poche unità superiore a quello riscontrato nel 2013, anno nel quale si era completato il repentino aumento iniziato nel 2011, quando si era invece registrato un valore pari al 35%.

L’aumento delle RVC a consuntivo (+83%) non è legato solo alle RVC successive a quelle presentate 2013, ma alla comparsa di ulteriori stimoli: l’introduzione dell’impossibilità di recuperare interventi piuttosto vecchi avrebbe dovuto comportare, al contrario, una riduzione del numero delle RVC a consuntivo presentate a partire dal 2014; ciò poiché, prima dell’intervento normativo, era possibile presentare una proposta di progetto e programma di misura afferente a un intervento già realizzato e attivo da tempo, senza vincoli temporali.

 


Confrontando i dati del 2013 e del 2014 in termini di titoli emessi, appare evidente, quindi, come il rapporto tra le emissioni complessive per metodologia di valutazione e quelle relative ai soli nuovi progetti (cioè tutte le RVC di tipo standardizzato e le sole prime RVC di tipo analitico o a consuntivo) sia variato: la percentuale di titoli emessi nel 2013 per nuove RVC di tipo standardizzato è stata pari al 24% del totale dei titoli standardizzati, mentre essa è scesa al 19% nel 2014, evidenziando una sostanziale parità di titoli legati ai soli nuovi progetti a fronte di un aumento di titoli complessivamente emessi; analoga variazione si osserva per quanto riguarda i titoli provenienti da RVC analitiche, con un calo dal 30% al 22%.

 

Analizzando i settori, dal report emerge che nel settore civile e nell’ambito dell’illuminazione la quota di risparmi certificati nel 2014 è aumentata. Appare leggermente in calo, invece, la percentuale di risparmi ottenuti nel settore industriale, anche se in valore assoluto, resta un valore molto importante e decisamente più altio rispetto a quello riscontrato nei primi anni del meccanismo dei TEE. Questa flessione probabilmente è imputabile anche agli effetti della crisi economica che, pur limitando in generale i consumi, ha influenzato i risparmi energetici ottenuti con interventi di efficienza. Tuttavia, si inizia a registrare un lieve aumento del risparmio nel settore dei trasporti (circa 18.000 TEE), che potrebbe avere maggiore peso in futuro.


Sul sito dell’Autorità per l’Energia e il Gas è disponibile il report completo in formato PDF.

 

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