Energy Manager: per il FIRE è una figura sempre più chiave nelle imprese

Energy Manager: per il FIRE è una figura sempre più chiave nelle imprese

 

Nel Report 2016 pubblicato di recente la Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (FIRE) afferma che attualmente il numero di soggetti che ottemperano all’obbligo di nomina dell’energy manager è inferiore al 50%, anche se nel 2015 si è registrato un leggero aumento dei soggetti nominanti (circa il 2% totale), a cui hanno contribuito soprattutto il settore civile e dei trasporti.

FIRE, l’organismo che gestisce le nomine e promuove attività a supporto degli Energy Manager, ha pubblicato il Report 2016 sullo stato dell’arte degli Energy Manager, che ha tre obiettivi principali:

– fornire un quadro statistico dettagliato delle nomine degli energy manager pervenute alla FIRE nell’anno 2015;
– illustrare i risultati dell’indagine condotta da FIRE negli ultimi mesi per valutare l’evoluzione del ruolo dell’energy manager e riportare alcune interviste raccolte sul campo;
– promuovere il ruolo dell’energy manager fra i soggetti inadempienti e fra i soggetti non obbligati interessati ad avviare delle azioni di miglioramento dell’uso dell’energia.


Il dato più evidente (e preoccupante) che emerge dal Report Fire è che la percentuale di soggetti inadempienti obbligati alla nomina degli Energy Manager è molto alta, soprattutto nella Pubblica Amministrazione. Le nomine pervenute alla FIRE entro il 30 aprile 2015 sono state 2.582, di cui solo 134 della Pubblica Amministrazione.

Questo dato indica come la Pubblica Amministrazione sia fortemente inadempiente all’obbligo e come, quindi, siano presenti grandi opportunità non sfruttate. La presenza di un energy manager competente e qualificato gioverebbe senz’altro al bilancio energetico ed economico di queste strutture pubbliche, e risulta ancora più pesante se si pensa all’ampio numero di enti che hanno sottoscritto il Patto dei Sindaci.

Stesse considerazioni valgono per il settore della Sanità, assimilabile a quello della P.A., e in particolare per le strutture ospedaliere e gli ospedali, che proprio per il loro sistema molto complesso di impianti ed attrezzature tecniche che devono funzionare 24 ore al giorno tutti i giorni dell’anno, comportano il consumo di elevate quantità di energia termica ed elettrica. Anche il settore della Sanità, quindi, ha un grande potenziale inespresso in termini di energy manager nominati, sia nei soggetti obbligati che in quelli volontari, aspetto che potrebbe accompagnarsi a un altrettanto consistente potenziale di efficientamento energetico non sfruttato, con interventi mirati sulle strutture, sugli impianti e sui macchinari, contenendo
quindi gli sprechi.

In realtà, la maggior parte delle nomine pervenute alla FIRE nel corso degli anni sono relative al settore
industriale, per il quale la soglia d’obbligo è pari a 10.000 tep.: infatti, per i consumatori energivori la nomina dell’energy manager può avere senso anche al di sotto della soglia di legge, in virtù dell’impatto dei costi energetici su quelli totali e dunque sulle competitività. Ciò è tanto più vero quanto più è elevato il rapporto fra la bolletta energetica e la spesa di produzione di beni e servizi.

L’energy manager è una figura chiave per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico nelle imprese e negli enti con l’obiettivo di guidarle verso una gestione ottimale dell’energia e delle altre risorse: in realtà l’Energy manager ha un ruolo attivo e fondamentale nella definizione delle strategie aziendali e della competitività dell’impresa, potendo intervenire in modo significativo a supporto delle decisioni dei vertici aziendali nelle politiche e nelle azioni collegate all’energia, con competenze manageriali, tecniche, economico-finanziarie, legislative e di comunicazione. Tra l’altro, il ruolo dell’energy manager ha importanti affinità e collegamenti con la certificazione in esperto in gestione dell’energia (EGE), con i sistemi dell’energia e con i certificati bianchi.

Nel report, infatti, FIRE riporta i dati di un’indagine compiuta su un campione statistico rappresentativo
della popolazione degli energy manager, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del ruolo dell’energy manager.

La sensibilità dei vertici aziendali all’efficienza energetica è uno degli elementi fondamentali affinché si possano realizzazione interventi di natura energetica. Dall’indagine del FIRE è emerso che una piccolissima parte (solo il 3%) non è interessata a dispetto del 97% che è sensibile al tema, ma che a volte riscontra problemi di tipo economico per affrontare gli interventi (il 19% non ha risorse da investire). Nelle realtà industriali, ma anche in altri settori, i parametri economici che determinano la possibilità di effettuare o meno un intervento sono generalmente il VAN, il TIR o il pay-back time. Ognuno di questi valori assume un valore di riferimento differente in funzione del settore e dell’alta direzione che valuta le proposte. Uno dei più comuni è il tempo di ritorno inferiore ai 3 anni.

Dai risultati di questo rapporto il ruolo dell’energy manager appare in crescita e i soggetti nominanti sembrano essere maggiormente sensibilizzati in merito al tema dell’efficienza energetica, in particolare se si confrontano i risultati di questa indagine con quelli della precedente. Tuttavia è innegabile come ci sia ancora molto da lavoro da fare, e lo si evince sia dalle rilevazioni sul tasso di inadempienza alla nomina, sia da considerazioni ed esperienze degli energy manager stessi emerse durante l’indagine.

 

[Scarica report completo in formato .pdf]
 

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