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Monitoring CO2save: ottieni risparmi e migliori gli investimenti

Scritto da Martina Masiero - Energy Management Specialist.

È ormai quasi diventato “di moda” parlare di monitoraggio energetico: ma serve davvero?

Come tutti i gialli che si rispettino, non sveliamo la soluzione in anticipo. Ci piace pensare, però, che il caso che andiamo a illustrare descriva bene come sia ovviamente importante raccogliere i dati di consumo, ma che solo attraverso la loro analisi e interpretazione, la loro correlazione con gli eventi tecnico-aziendali e – soprattutto – con il tempo e l’attenzione che meritano sia possibile raggiungere i benefici desiderati.

 

Il Punto Vendita di una nota catena di supermercati, è stato oggetto, alla fine del 2017, di un intervento che ha interessato il Freddo Alimentare, realizzato a seguito dei risultati di due anni di monitoraggio delle misure installate in questo punto vendita e di un audit temporaneo che ha permesso di identificare la causa dei consumi anomali. Nel caso specifico è stata eliminata con l’installazione di vetrate nei banchi frigo e nei murali delle linee BT e TN (per BT si intende “Basse Temperature”, acronimo utilizzato per indicare i surgelati; mentre con l’acronimo TN “Temperatura Normale” ci si riferisce invece ai prodotti freschi).

Il primo e immediato risultato è stata la riduzione dei consumi complessivi di freddo alimentare dal 30% nei mesi invernali, al 50% nei mesi estivi, con un risparmio di circa 8.000 €/anno.

In base a quali fattori economici e non emozionali l’azienda decise di realizzare – tra i tanti - questo intervento?

Furono i risultati emersi dopo due anni di monitoraggio delle misure installate nel suddetto punto vendita a suggerire al Responsabile Tecnico di spingere per questa soluzione. I nostri sistemi di misura infatti vennero installati in modo tale da perimetrare tutti i principali Centri di Costo specifici per questa tipologia di cliente: Illuminazione -esterna e interna-, Climatizzazione -Condizionamento e Pompa di Calore + UTA-, Freddo Alimentare -centrali BT e TN, celle frigo, banchi e murali-.

Tenendo in considerazione i consumi relativi ai vari centri di costo e i loro andamenti stagionali, risultò che il Punto Vendita in questione presentava dei consumi molto più elevati rispetto agli altri punti vendita oggetto di monitoraggio; questo avveniva in tutti i mesi dell’anno, ma in maniera ancora più evidente durante l’estate. I valori degli indici da noi calcolati erano addirittura fuori range durante i mesi estivi per il centro di costo del Freddo Alimentare.

Il passo successivo fu di creare degli indici di analisi specifici per questo centro di costo che tenessero conto delle varie consistenze; ne emerse che, dati i carichi sottesi, il Freddo Alimentare di questo Sito era estremamente sensibile alle variazioni di temperatura, con una crescita esponenziale dei consumi nella stagione estiva e una progressiva perdita di efficienza.
Si decise quindi di indagare più a fondo attraverso la realizzazione di un Audit Temporaneo: questo previde l’integrazione, per i soli mesi estivi (quelli che erano già risultati essere i più critici), delle misure precedentemente installate nel centro di costo del Freddo Alimentare, con misure ancora più specifiche.
Pochi e veloci interventi sul quadro elettrico, un po’ di programmazione nel portale web e da subito questa attività permise di individuare nella dispersione della refrigerazione la causa degli elevati consumi generali. La produzione di Freddo Alimentare veniva indirettamente usata come “climatizzazione” del Punto Vendita, causando consumi elevatissimi durante la stagione estiva.

Dati di consumo certi e specifici alla mano, venne elaborata una comparazione economica tra i consumi/costi tipici della climatizzazione che si sarebbero dovuti sostenere e i consumi imputabili all’errato utilizzo del Freddo Alimentare (oltre al maggior esborso per la manutenzione dei frigoriferi, di cui spesso non si ha consapevolezza!).

Considerato ciò anche il Direttore AFC si convinse e si decise di investire e apportare delle modifiche ai terminali del Freddo Alimentare, banchi e murali BT e TN, attraverso l’installazione di vetrine che permisero la chiusura degli stessi e quindi l’inutile dispersione del freddo.

Una volta compiuto l’intervento di installazione, a mesi di distanza, furono realizzati una serie di approfondimenti specifici per la conferma o meno dei risparmi conseguiti.

Il primo risultato emerso in seguito all’intervento evidenziava un risparmio diretto di energia elettrica, attraverso una riduzione dei consumi complessivi di Freddo Alimentare dal 30% nei mesi invernali, al 50% nei mesi estivi.

 

 

I consumi infatti sono passati, nella stagione estiva, da una media di circa 1.000 kWh giornalieri consumati per il Freddo Alimentare a circa 600 kWh, con un risparmio medio di circa 400 kWh al giorno. Durante la stagione invernale invece siamo passati da un consumo di circa 600 kWh a circa 450 kWh.

Si è potuto così calcolare che il risparmio ammonterà a circa € 8.000,00 annui e considerato che l’installazione ha interessato circa 50 metri di terminali con una spesa d’investimento di circa € 23.000,00, si è preso atto con soddisfazione che il rientro sarà possibile in circa 3 anni.

Attento ai desideri dei propri Clienti, il Capo Area evidenziò in seguito un ulteriore aspetto tutt’altro che marginale: il miglioramento in termini di comfort ambientale. Infatti, gli ambienti immediatamente a ridosso di banchi e murali erano risultati estremamente freddi, mentre le zone più distanti dall’area frigo troppo calde. Con la chiusura dei terminali e il solo utilizzo del condizionamento si migliorò quindi anche il comfort ambientale interno del Sito.

Gli step successivi di analisi hanno poi suggerito che oltre ad un diretto risparmio di energia legato ai consumi del freddo alimentare, si era realizzato anche un risparmio secondario, legato all’innalzamento della temperatura all’interno del PdV durante i mesi invernali e un conseguente risparmio sui consumi della pompa di calore.

 

Come promesso, ecco infine svelato il colpevole: solo mediante il lavoro di analisi dei consumi, della reportistica mensile e della comparazione tra indici, è possibile individuare i punti vendita che hanno dei consumi eccessivi, tenendo conto sia delle varie superfici ed estensioni delle linee frigo, che delle peculiarità specifiche di tutti i siti.
Lo studio e l’analisi continua dei dati, infatti, permette di individuare non solo i cattivi comportamenti (intesi come extraconsumi causati da una cattiva gestione dei sistemi), ma anche i consumi elevati causati da impianti e strutture poco performanti.

In un momento in cui i budget tecnici sono spesso ridotti anno dopo anno, contesi tra funzioni aziendali, ogni singolo Euro investito deve essere allocato con attenzione, scegliendo tra le tante possibilità i progetti più “convenienti”. Il monitoraggio, quindi, fornisce un supporto valido e concreto all’analisi economica.

E voi, quanti e quali investimenti vorreste fare quest’anno?
 

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